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VIRIDEM correttaAumentare la produzione e migliorarne le caratteristiche qualitative è la sfida che gli agricoltori affrontano tutti i giorni. Tuttavia il verificarsi, sempre più spesso, di eventi climatici estremi come periodi di siccità prolungati seguiti da periodi di piogge violente o di periodi con temperature molto sopra o sotto le medie stagionale rendono sempre più difficile il raggiungimento di questi obiettivi.

Per dare una risposta a queste nuove sfide nasce il programma VIRIDEM®, il team ILSA di agronomi, biotecnologi, chimici ed ingegneri è riuscito a mettere a punto una serie biostimolanti di origine naturali che aiutano le piante e quindi gli agricoltori ad affrontare le sfide di un clima che cambia permettendo di ottenere produzioni con elevate rese e standard qualitativi anche in condizioni climatiche avverse.

I biostimolanti Ilsa si caratterizzano per:

  • elevata efficacia agronomica
  • scelta di materie prime naturali, di origine animale e vegetale, provenienti da fonti rinnovabili
  • processi di produzione tecnologicamente avanzati in grado di ridurre l’impatto ambientale riducendo drasticamente le emissioni in atmosfera e la produzione di rifiuti

Quali sono i processi produttivi impiegati per la produzione dei biostimolanti del programma VIRIDEM®?

I biostimolanti del programma VIRIDEM®, nascono dall’idea rivoluzionaria di ILSA integrare due processi produttivi di elevato contenuto tecnologico e di innovazione:

PER INFORMAZIONI POTETE CONTATTARE "CONSULENTE AGRONOMO" ATTRAVERSO LA PAGINA CONTATTI

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ilsaLo studio "consulente agronomo" offre anche consulenza per la realizzazione di programmi di concimazione personalizzati a seconda delle necessità aziendali e dell'agricoltore.

Da oggi continuerà a farlo ma sposando in pieno la filosofia e i prodotti per la nutrizione e biostimolazione di "ILSA" , il cui slogan è "the green evolution" . Andando a leggere l'idea, la filosofia di ILSA ( https://www.ilsagroup.com/it/home/ ) verrebbe da pensare si tratti di un innamoramento del nostro studio per le parole; in realtà prima di accordarci con ILSA per questa collaborazione abbiamo voluto conoscere meglio il "mondo ILSA" andando anche a visitare l'impianto e a studiare i processi di produzione dei prodotti per la nutrizione (concimi "intelligenti", in grado di modulare il rilascio dell’azoto in sincronia con la domanda delle piante e in linea con i nuovi concetti di agricoltura sostenibile) e la biostimolazione (prodotti ad azione specifica a base di molecole e sostanze naturali capaci di agire sul metabolismo primario e secondario delle piante) delle piante.

Si tratta di prodotti Biostimolanti e prodotti ad azione specifica, fertilizzanti organici ed organo minerali, solidi e liquidi, per l'agricoltura convenzionale e biologica, in grado di aumentare la qualità e le rese produttive, soddisfacendo al meglio le esigenze di agricoltori sempre più specializzati e rispettosi dell'ambiente.

Per cui Consulente Agronomo offre l'opportunità per le aziende e gli agricoltori di avere a disposizione tecnici specializzati e professionali in grado di valutare le necessità nutrizionali della pianta e consigliare/proporre i prodotti adatti ad ogni momento di crescita, di sviluppo e di produzione della coltura.

Come sempre, per maggiori informazioni e richieste di consulenza potete contattarci attraverso la pagina contatti sul nostro sito.

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logo ILSALo studio "consulente agronomo" , da sempre, offre anche consulenza per la realizzazione di programmi di concimazione personalizzati a seconda delle necessità aziendali e dell'agricoltore.

Da oggi continuerà a farlo ma sposando in pieno la filosofia e i prodotti per la nutrizione e biostimolazione di "ILSA" , il cui slogan è "the green evolution" . Andando a leggere l'idea, la filosofia di ILSA ( https://www.ilsagroup.com/it/home/ ) verrebbe da pensare si tratti di un innamoramento del nostro studio per le parole; in realtà prima di accordarci con ILSA per questa collaborazione abbiamo voluto conoscere meglio il "mondo ILSA" andando anche a visitare l'impianto e a studiare i processi di produzione dei prodotti per la nutrizione (concimi "intelligenti", in grado di modulare il rilascio dell’azoto in sincronia con la domanda delle piante e in linea con i nuovi concetti di agricoltura sostenibile) e la biostimolazione (prodotti ad azione specifica a base di molecole e sostanze naturali capaci di agire sul metabolismo primario e secondario delle piante) delle piante.

Si tratta di prodotti Biostimolanti e prodotti ad azione specifica, fertilizzanti organici ed organo minerali, solidi e liquidi, per l'agricoltura convenzionale e biologica, in grado di aumentare la qualità e le rese produttive, soddisfacendo al meglio le esigenze di agricoltori sempre più specializzati e rispettosi dell'ambiente.

Per cui Consulente Agronomo entra a far parte del progetto "ILSA IN CAMPO" che prevede la l'opportunità per le aziende e gli agricoltori di avere a disposizione tecnici specializzati e professionali in grado di valutare le necessità nutrizionali della pianta e consigliare/proporre i prodotti adatti ad ogni momento di crescita, di sviluppo e di produzione della coltura.

Come sempre, per maggiori informazioni e richieste di consulenza potete contattarci attraverso la pagina contatti sul nostro sito.

 

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Testata PSR 2014-2020Il bando, rivolto a giovani agricoltori tra 18 e 40 anni che si insediano per la prima volta in qualità di capo azienda, è finalizzato a favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo.

Consente al giovane di ottenere un premio per l'avviamento dell'attività agricola e contemporaneamente di ricevere dei contributi agli investimenti finalizzati all'ammodernamento delle strutture e dotazioni aziendali e alla diversificazione delle attività agricole.

Il finanziamento prevede un premio di primo insediamento che ammonta a 30.000 euro a fondo perduto per ciascun giovane che si insedia, con aumento a 40.000 euro nel caso di insediamento in aziende ricadenti completamente in aree montane.

In caso di insediamenti plurimi sono erogati fino ad un massimo di cinque premi con la presentazione di un unico piano aziendale.

Il bando mette a disposizione 20 milioni di euro per l'anno 2016.

La data di scadenza per la presentazione delle domande sul portale di ARTEA (www.artea.toscana.it)  è il  31 ottobre 2016, alle ore 13.00.

Per maggiori approfondimenti vai alla scheda del bando

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orti1-300x178Saranno nuovi polmoni verdi nel cuore di paesi e città toscane, ma anche spazi di incontro con la natura, laboratori di lavoro agricolo e infine centri di aggregazione. Saranno orti urbani, i“Centomila orti in Toscana” così come li presenta l’iniziativa della Regione Toscana che oggi a Firenze è entrata nella fase operativa.

A Firenze il 12 luglio sono stati illustrati alle oltre 70 amministrazioni comunali che hanno manifestato il loro interesse tutti gli strumenti amministrativi, gestionali e tecnici per poter avviare le pratiche di realizzazione degli orti.

Secondo la proposta della Regione, che ha investito in questa iniziativa 3 milioni di euro, gli orti permetteranno di riqualificare spazi, spesso centrali, di paesi e città offrendo a persone di tutte le età, soprattutto ai giovani, la possibilità di sperimentare concretamente l’amore per la terra e allo stesso tempo a offrire nuovi luoghi di socialità, con l’orto come occasione di incontro, di conoscenza, di condivisione.
Gli orti saranno gestiti da associazioni di volontariato che li affideranno ai cittadini suddividendoli in appezzamenti di dimensioni comprese tra i 32 e i 100 metri quadri.

L’iniziativa è attuata attraverso il supporto tecnico di Ente Terre Regionali Toscane e di Anci Toscana e con la collaborazione dell’Accademia dei Georgofili. Sul sito della Regione Toscana alla pagina dedicata tutte le informazioni sul progetto.

“Con questa iniziativa – ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – vogliamo sostenere un nuovo modo di vivere la realtà urbana. Gli orti, che fino ad ora occupavano spazi residuali, periferici, entrano nel cuore di paesi e città, per offrire spazi di incontro con la natura e per sostenere un’alimentazione sana e genuina. Inoltre diventano occasione di incontro e di socializzazione per tutte le fasce d’età: noi abbiamo pensato di coinvolgere soprattutto i giovani e gli studenti delle scuole perché questi spazi possano diventare davvero uno spazio di conoscenza a cielo aperto. Questo progetto può davvero avere un grande impatto sotto il profilo culturale, sociale e operativo: anche per questo è uno delle 25 proposte che ho indicato di voler realizzare in questa legislatura. Una proposta che, da oggi, entra nella fase decisiva”.

“L’agricoltura entra nelle nostre città. Ci entra attraverso spazi preziosi, visibili a tutti, in cui gratuitamente tanti cittadini possono direttamente curare” ha evidenziato l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi. ” Gli orti sono occasione di promuovere, anche in piccoli spazi, un’agricoltura genuina, di qualità, biologica Un’agricoltura miniaturizzata e diffusa che farà comprendere a tante persone il valore della terra e la bellezza di coltivarla con passione. Tra l’altro con questo progetto metteremo a disposizione non solo gli spazi ma anche tutte le informazioni necessarie sia sotto il profilo tecnico che colturale e gestionale. Così ogni cittadino, anche senza grandi competenze, potrà imparare a curar bene lo spazio che gli sarà assegnato”.

“Anci Toscana – ha aggiunto il vicepresidente di Anci Toscana e sindaco di Terranuova Bracciolini Sergio Chienni – crede molto in questo progetto e si è impegnata a diffonderlo il più possibile. L’esperienza degli orti urbani ha una molteplicità di significati: non è solo destinare un appezzamento di proprietà pubblica alla produzione di ortaggi, ma significa riqualificare spazi urbani con finalità sociali e didattiche. Un progetto che coinvolge più generazioni, che permette di fare aggregazione favorendo la trasmissione di competenze. La sperimentazione avviata nei sei Comuni pilota funziona benissimo: ora saranno coinvolte altre 68 amministrazioni, per un totale di 74 enti, con tanti cittadini che verranno coinvolti nella gestione degli orti. Ringraziamo la Regione per le risorse che ha deciso di destinare al progetto”.

L’iniziativa è giunta all’appuntamento odierno dopo un’intensa fase di gestazione iniziata nell’autunno scorso e che è servita da una parte a predisporre il modello di orto urbano che ora sarà sottoposto alle amministrazioni toscane e dall’altra a iniziare una fase di sperimentazione di questo modello in sei comuni pilota: Firenze, Bagno a Ripoli, Siena, Lucca, Grosseto e Livorno, scelti perché già avevano maturato esperienze in questo campo. Questi comuni, che oggi hanno presentato le loro esperienze avranno anche un ruolo di apripista: hanno già presentato i loro progetti, ricevuto il finanziamento e già in autunno inaugureranno i primi orti. A breve distanza li seguiranno gli altri 68 comuni: per loro la linea di partenza sarà quella del prossimo settembre quando saranno attivati i bandi.

L’ORTO URBANO
Secondo il modello toscano, varato nell’ambito di questo progetto, l’orto urbano è un insieme di appezzamenti di terreno che sono inseriti in strutture (denominate “Complessi di orti”) che si presentano come spazi di socializzazione destinati a persone di tutte le età (soprattutto giovani), centri di aggregazione e di scambio culturale. In quest’ottica nel “Complesso di orti” sono inseriti servizi, spazi comuni, e anche connessioni wi-fi.

L’ORTO, I GIOVANI E GLI STUDENTI.
Contrariamente al pensare diffuso che gli orti siano uno spazio destinato a anziani, il modello toscano riconosce un ruolo fondamentale ai giovani e alle scuole quali motori di iniziative comuni di crescita e sviluppo di tutta la struttura.
Per il giovane, l’orto urbano (e la gestione di Associazioni da questi costituite) è un importante banco di prova e di inserimento nel tessuto connettivo della propria città, nonché di volontariato. Per questo motivo l’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani . In particolare si inserisce in Giovanisì+, area del progetto dedicata a temi come partecipazione, cultura, sociale e sport

LA GESTIONE
I “Complessi di orti” (ognuno dei quali può contenere al massimo un centinaio di appezzamenti) vengono concessi dal Comune in uso gratuito ad un soggetto (associazioni, fondazioni, cooperative sociali), che ne garantisca la conservazione, la piena funzionalità e la gestione. La selezione del soggetto gestore avviene attraverso un bando pubblico e la successiva sottoscrizione di un disciplinare d’uso, che definisce gli obiettivi che devono essere perseguiti e comprende tutte le prescrizioni e le regole per l’uso degli orti e per la successiva selezione degli ortisti. Anche la successiva assegnazione dei singoli orti avviene attraverso un avviso pubblico: l’assegnazione degli orti avviene a titolo assolutamente gratuito; al limite può essere chiesto di diventare socio del soggetto gestore per garantire la copertura assicurativa .

Sia nella selezione del soggetto gestore dei “Complessi di orti” che nella individuazione degli ortisti i Comuni sono chiamati a dare una priorità ai soggetti che presentano una elevata componente giovanile (età inferiore a 40 anni); sia i bandi per la selezione del soggetto gestore che quelli per l’individuazione degli ortisti saranno pubblicati sulla “Banca della Terra” della Regione Toscana.

IL CONTRIBUTO REGIONALE
La Regione cofinanzia i progetti dei comuni fino a un massimo del 70% ; il contributo oscilla tra un minimo di 30.000 a un massimo di 100.000 euro in base alla popolazione del comune richiedente.

UN PREZIOSO VADEMECUM PER I NEO-ORTISTI
Nell’ambito del progetto è prevista la predisposizione, da parte dell’Accademia dei Georgofili, di due manuali: il manuale degli ortisti, in cui viene dato un aiuto per capire cosa e come coltivare in queste strutture e il manuale per le associazioni, in cui viene presentata l’attività che le associazioni devono effettuare per rispondere al meglio agli obiettivi del progetto.

LA RETE DEGLI ORTI
Gli orti dei comuni aderenti saranno uniti non solo dalla condivisione del progetto ma anche da strumenti di promozione e di informazione. Oggi è stato presentato il logo, e la maglietta identificativa del progetto. Al via uno spazio web all’interno del portale della regione e sui “social” (Facebook, Instagram e Twitter)

LE PROSSIME SCADENZE
A settembre partono i bandi per l’assegnazione degli orti alle associazioni e, successivamente, ai cittadini. Entro la fine dell’anno tutte le risorse regionali saranno impegnate.
I tempi per la realizzazione degli orti saranno, al massimo, di dodici mesi.

I COMUNI CHE HANNO ADERITO
Sono 74 i Comuni, compresi i 6 capofila, che hanno finora aderito all’iniziativa. Ecco l’elenco con la suddivisione per provincia:

Provincia di AREZZO: Arezzo, Castiglion Fiorentino, Poppi, Sansepolcro.
Provincia di FIRENZE: Bagno a Ripoli, Barberino di Mugello, Barberino Valdelsa, Borgo San Lorenzo, Campi Bisenzio, Calenzano, Capraia e Limite, Castelfiorentino, Empoli, Firenze, Fucecchio, Impruneta, Montelupo Fiorentino, Pontassieve, San Casciano Val di Pesa, Scandicci, Scarperia e San Piero, Sesto Fiorentino, Tavarnelle Val di Pesa, Vaglia, Vicchio, Vinci.
Provincia di GROSSETO: Castiglione della Pescaia, Follonica, Grosseto, Massa Marittima, Semproniano.
Provincia di LIVORNO: Castagneto Carducci, Livorno, Marciana Marina, Piombino, Rio Marina, Rosignano Marittimo, San Vincenzo.
Provincia di MASSA CARRARA: Carrara, Comano, Massa, Tresana.
Provincia di LUCCA: Altopascio, Borgo a Mozzano, Camaiore, Capannori, Lucca, Massarosa, Viareggio.
Provincia di PISA: Calci, Cascina, Castelfranco di Sotto, Montopoli, Pisa, Pomarance, Ponsacco, Pontedera, San Giuliano Terme, Santa Croce sull’Arno.
Provincia di PISTOIA: Cutigliano, Montale, Pieve a Nievole, Pistoia, Quarrata, Serravalle Pistoiese.
Provincia di PRATO: Prato
Provincia di SIENA: Asciano, Castelnuovo Berardenga, Montalcino, Montepulciano, Murlo, Sarteano, Siena, Sinalunga.

Comunicato stampa di Tiziano Carradori, Toscana Notizie

Pubblicato il 12 luglio 2016        fonte
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cropped-IMG-20160318-WA0037-e1458748197352.jpgDa oggi i professionisti di "ConsulenteAgronomo", in qualità di tecnici di Eurobambù Soc.Coop.Agricola, si occuperanno anche dell'impianto di Bambù Gigante (Phyllostachys Pubescens Edulis).

Un nuovo progetto, quindi, che verrà portato avanti con la passione e la professionalità di sempre ma con l'entusiasmo che accompagna una nuova sfida.  Siamo convinti infatti, in linea con la Mission di Eurobambù, che l'impianto di Bambù gigante per uso industriale, possa ricreare ricchezza per il mondo agricolo e valorizzare i terreni.

La Cooperativa Eurobambù realizza con i suoi associati impianti per la coltivazione di bambù gigante Phyllostachys Pubescens Edulis a scopo industriale.
Dalle istruzioni di base ai servizi chiavi in mano per la piantumazione e il taglio. Lavoriamo sempre su misura delle tue esigenze, per realizzare la nostra visione comune.

La Cooperativa Eurobambù coordina il ritiro del prodotto e si occupa della commercializzazione; cura inoltre lo sviluppo di nuove filiere commerciali.

Perchè impiantare Bambù? e' la pianta con il miglior rapporto di resa legno per ettaro e non ha bisogno di fertilizzanti per la coltivazione, risultando quindi una pianta sostenibile per l’ambiente; limita fortemente l'erosione del suolo; è in grado di catturare 4 volte la CO2 in più rispetto alle foreste producendo il 35% in più di ossigeno; Un prodotto con più di 1.500 applicazioni industriali.

Gli interessati a questo progetto potranno contattarci, discuteremo insieme i termini della realizzazione e gestione dell'impianto.

Cliccando qui è possibile visitare il sito della COOPERATIVA EUROBAMBU'.

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impollinatori_grandeNel 2014 la quota di colonie di api perse è stata stimata al 17,4%, pari al doppio di quella dell’anno precedente.
La protezione di tali insetti risulta fondamentale in quanto essi, essendo degli impollinatori, sono responsabili della riproduzione dell’80% delle specie vegetali.
La Commissione europea ha incaricato l’ "autorità per la sicurezza alimentare" (Efsa) di compiere nuove valutazioni, che si concluderanno nel 2017, sulla pericolosità dell’uso dei tre pesticidi neonicotinoidi: Clothianidin, Thiamethoxam e Imidacloprid.
Dalle valutazioni precedenti, riferite all’anno 2013, dell’Efsa sull’utilizzo di tali pesticidi la Commissione europea aveva decretato che:
  • è proibito l’uso delle tre sostanze per la concia delle sementi o del terreno su colture che attraggono le api e sui cereali non invernali, sono esclusi gli usi in serra;
  • è proibito il loro impiego anche nei trattamenti fogliari su colture che attraggono le api e sui cereali, tranne che in serra e dopo la fioritura.
Ciò è stato valutato in base alla quantità di residui di agrofarmaci che possono essere rinvenuti negli elementi di cui le api si nutrono: polline, nettare, melata e secrezioni vegetali, come l’acqua di guttazione (l'emissione di acqua in gocce da parte di piante intatte). Tali sostanze attive sono state bandite parzialmente dal mercato dell’Unione europea nel 2013.

Anche negli Stati Uniti l'Agenzia americana per la protezione dell'ambiente (Epa) si è mobilitata avviando valutazioni su Clothianidin, Thiamethoxam oltre al Dinotefuran[1], ed i risultati sono attesi per dicembre 2016.
Fino a questo termine l’Agenzia ha decretato che non verranno approvati nuovi insetticidi neonicotinoidi utilizzati in campo aperto.
In una pubblicazione fatta il 6 gennaio scorso, inoltre, l’Epa ha affermato  che  la molecola imidacloprid è molto pericolosa per le api in quanto i suoi residui – presenti oltre il limite soglia – potrebbero apportare danni anche agli alveari compromettendo, così, la produzione di miele e l’attività impollinatrice.

L’Europa in primis, essendo scaduto il divieto parziale di utilizzo di tali prodotti nel 2015, e gli Stati Uniti hanno una nuova sfida da affrontare nel breve periodo: valutare nuove soluzioni, sulla base delle valutazioni passate, atte ad impedire la moria sempre più precoce e preoccupante delle api.

[1] Dinotefuran è un insetticida di furanicotinyl che rappresenta la terza generazione del gruppo di neonicotinoidi. È stato sviluppato da Mitsui Chemicals , Inc. , e registrato in Giappone il 24 aprile 2002 , la registrazione è stata presentata alla protezione Environment Agency ( EPA ) negli Stati Uniti. È altamente tossico per le api e bachi da seta. Da http://www.mitsuichemicals.com/dinotefuran.htm
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link al sito:        http://www.fieragricola.it/

link al programma convegni della fiera:        http://www.fieragricola.it/convention/search/it

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20151217_102508Un taglio corposo alle tasse che gravano sulle imprese agricole. E’ questo uno dei principi cardine della legge di stabilità 2016 (approvata il 22 dicembre, ndr) vista con soddisfazioni dalle principali organizzazioni agricole e dal ministro Maurizio Martina, che parla già di svolta fiscale senza precedenti.

La pressione tributaria viene tagliata oltre del 25% nel settore agricolo nell’anno di Expo – commenta il ministro – grazie alle scelte fatte con questa legge raggiungiamo un obiettivo importante di riduzione tributaria per latutela reale del reddito dei nostri  agricoltori, in un passaggio delicato per il settore e a sostegno del rilancio di investimenti e occupazione. Proprio così l’agroalimentare italiano è oggi al centro delle politiche economiche e di sviluppo del Paese come non accadeva da anni”.

Analizzando nel dettaglio la legge di stabilità sul versante agricolo, la misura più rilevante è l’abolizione di Imu e Irap dei terreni agricoli, prevista con lo stanziamento di 600 milioni di euro. Crescono le compensazioni Iva per le produzioni di latte e carni fino al 10%, con una spesa di oltre 50 milioni di euro. Viene esteso il credito d’imposta per gli investimenti produttivi anche all’agricoltura e alla pesca nelle aree del Mezzogiorno, mentre è previstal’estensione degli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato anche nel settore agricolo.

Viene rifinanziata la cassa integrazione della pesca per 18 milioni di euro per il 2016, mentre viene confermato il budget di 140 milioni di euro in due anni a sostegno delle assicurazioni contro le calamità. Per quanto ilprogramma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2013-2015, all’interno della legge di stabilità è prevista la proroga del piano con un rifinanziamento di 3 milioni di euro nel 2016.

45 milioni di euro sono poi destinati al rinnovo delle macchine agricole, con un fondo, creato presso l’Inail, destinato a finanziare gli investimenti per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di macchine o trattori agricoli. Infine, a livello amministrativo, per incrementare l’accesso al credito delle imprese agricole, l’Istituto sviluppo agroalimentare (Isa) e la Società gestione fondi per l’agroalimentare (Sgfa) saranno incorporati in Ismea.

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caldo-afa-cambiamento-climatico-estate-sole-termometro-by-tcsaba-fotolia-750A causa del surriscaldamento sono arrivate in Italia le prime coltivazioni di banane e avocado ma sono a rischio le piante di cacao dell’Africa occidentale dove il clima sta diventando più secco e l’effetto serra taglia la resa delle colture di orzo e luppolo per la birra in Belgio e Repubblica Cecaed anche i produttori di champagne francesi sono in allarme per l’aumento delle temperature di quasi 1,2 °C negli ultimi 30 anni nella zona di coltivazione tanto che autorevoli studiosi hanno ipotizzato lo spostamento fino in Inghilterra della zone di coltivazione più idonee. E' quanto affermaColdiretti in relazione a quanto emerso al summit mondiale degli agricoltori "Agricoltura e cambiamento climatico" organizzato a Parigi dall'Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma), dal Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea (Copa) e dal Consiglio dell'agricoltura francese in occasione del vertice Cop21 di Parigi.

L'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli"  ha afffermato il presidente  Coldiretti e vice presidente del Copa Roberto Moncalvo nel sottolineare "si tratta però di una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma unnuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita più attenti all'ambiente nei consumi, a partire dalla tavola".

Il riscaldamento del pianeta ha effetti anche sui prodotti tipici perché provoca il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per lastagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamentodei vini. Secondo un'analisi Coldiretti, negli ultimi trent'anni il vino italiano è aumentato di un grado ma si è verificato nel tempo un anticipo dellavendemmia anche di un mese rispetto al tradizionale mese di settembre, smentendo quindi - sottolinea Coldiretti - il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, ma anche quanto scritto in molti testi scolastici che andrebbero ora rivisti. Il caldo ha cambiato anche ladistribuzione sul territorio dei vigneti che tendono ad espandersi verso l’alto con la presenza della vite a quasi 1200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni più alti d’Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop.

Si è verificato nel tempo - continua Coldiretti - anche un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l'olivo che è arrivato alle Alpi. E’ infatti in provincia di Sondrio, oltre il 46esimo parallelo, l’ultima frontiera nord dell’olio d’oliva italiano. Negli ultimi dieci anni - spiega Coldiretti - la coltivazione dell’ulivo sui costoni più soleggiati della montagna valtellinese è passata da zero a circa diecimila piante, su quasi 30 mila metri quadrati di terreno. Nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee. Una situazione che - rileva Coldiretti - ha avuto effetti straordinari in Sicilia dove Andrea Passanisi ha trasformato in opportunità il clima ormai torrido, coltivando i primi avocado made in Italy, frutto tipicamente tropicale, aGiarre ai piedi dell’Etna. A Palermo invece - conclude Coldiretti - grazie al microclima e alla posizione soleggiata, Letizia Marcenò, che ha sempre voluto puntare sulla diversificazione aziendale, riesce addirittura produrre le prime banane nostrane.

fonte coldiretti

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