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117993_420x270Uav (Unmanned Aerial Vehicle, cioè veicolo aereo senza pilota), Sapr (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), Apr (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), quadricotteri, esacotteri, octotteri. Sono solo alcuni degli acronimi e dei sinonimi utilizzati per definire quelli che più comunemente sono conosciuti come droni e che, nati per l'utilizzo in campo militare, stanno velocemente trovando spazio anche in campo agricolo.

Ma a cosa è dovuto questo crescente interesse? In cosa possono essere utili i droni agli agricoltori? Fondamentalmente i droni possono sostituirsi (o affiancarsi) ai satelliti per fornire immagini, in quanto sono meno costosi ed effettuano rilievi a più alta risoluzione. Quali tipi di rilievi? Innanzitutto vedere una coltura dall'alto fotografa lo stato sanitario delle piante molto meglio che non a occhio nudo. Ma soprattutto, grazie ai dispositivi con cui si possono equipaggiare i droni (termocamere, fotocamere, sensori ecc.) si scattano immagini multispettrali e si catturano dati nello spettro dell'infrarosso e in quello visibile, creando così una visione complessiva della coltura che mette in evidenza differenze tra piante in salute e piante stressate. Tutti i dati raccolti, infatti, vengono gestiti da appositi software e, come per tutti i sistemi di agricoltura di precisione, utilizzati ai fini di una gestione agronomica ottimale. Negli ultimi mesi si stanno rapidamente susseguendo convegni e conferenze sull'utilizzo di questi velivoli in agricoltura. L'ultimo si è svolto a Roma, nell'ambito di un programma dal nome “Roma Drone Conference”, e ha avuto come protagonisti i costruttori di droni (e accessori correlati). «Se c'è un settore in cui i droni stanno passando rapidamente dalla fase di sviluppo tecnologico a quelle applicativa e commerciale è proprio l'agricoltura di precisione» - ha sottolineato il presidente di Roma Drone Conference, Luciano Castro -. Questo settore, infatti, si sta rivelando di grande interesse in Italia, in particolare per la relativa semplicità dell'utilizzo dei droni in aree agricole considerate 'non critiche' perché disabitate e prive di infrastrutture». A questo proposito l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) ha emanato di recente un regolamento specifico per operare in aree rurali non critiche con i droni. «Essere in regola ha un suo valore e offre dei vantaggi, soprattutto in agricoltura - ha ricordato il presidente Enac Carmine Cifaldi. -. Il drone trova la sua collocazione nobile in questo settore e come Enac vogliamo supportarlo». Oltre a certe regole da rispettare (ricordiamo la più importante, non superare i 70 metri di altezza e manovrare il drone entro un raggio massimo di 200 metri), c'è l'obbligo di assicurarsi. La Prs (Pagnanelli Risk Solution) ha elaborato una polizza ad hoc per l'agricoltura, la GrowGreen, che copre contro i rischi di responsabilità civile terzi (con o senza l'irrorazione di sostanze). Indicativamente, nel caso di attività di monitoraggio i premi vanno dai 320 ai 370 euro, a seconda della durata, mentre nel caso di attività di irrorazione si sale a 400-450 euro.

Quanto ai prezzi, sono molto variabili a seconda dei modelli. In ogni caso, al momento più che un acquisto da parte del singolo agricoltore, sembra verosimile un servizio da parte di un contoterzista o degli stessi costruttori.

I protagonisti

In occasione della Roma Drone Conference erano presenti alcuni costruttori di droni, molti dei quali sono partner delle ricerche condotte a livello pubblico. A partire da Ital-Drone (di Ravenna), che come evidenziato nel box in prima pagina, ha presentato assieme ad Adron Technology (di Udine) quello che è stato anche definito il drone contadino, perché progettato appositamente per l'agricoltura. Si chiama AgroDron ed è munito di un sistema automatizzato per la distribuzione di uova di Trichogramma, granuli, sementi e fitofarmaci sotto forma di polveri. Viaggia a una velocità di 8 m/s, per un'efficienza di 10 ettari/ ora, e il serbatoio ovuli ha una capacità di 500 pezzi, con cui si possono coprire 5 ettari. AgroDron è progettato per volare in modo continuativo sostituendo la batteria ogni 20 minuti, tempo che rappresenta l'autonomia di volo. La precisione nella distribuzione è di +/-1 m. Ovviamente AgroDron può anche sorvolare i campi per funzioni più tradizionali legate all'agricoltura di precisione, come l'acquisizione fotogrammetrica e il rilevamento multispettrale-termico per ricavare mappe di vigore sullo stato di salute delle piante, rilevare zone del terreno con eccessiva o carenza idrica ecc. ItalDrone fornisce inoltre gli strumenti necessari con cui equipaggiare i droni, a partire dalla telecamera multispettrale, con mini-PC per la registrazione dei dati, appositamente sviluppato per la spettrometria aerea: rosso, verde e bande Nir forniscono le informazioni necessarie per l'estrazione di indici come l'Ndvi (Normalized Difference Vegetation Index) e il Savi (Soil Adjusted Vegetation Index). Italdrone offre anche la telecamera a infrarossi (termocamera), appositamente sviluppata per la termografia aerea. FlyTop (di Roma) è stata protagonista con i suoi Apr equipaggiati di specifici sensori per l'agricoltura di precisione. Grazie alla partnership con 3D Target, ha potuto presentare al suo stand una serie di FlyNovex equipaggiati con diverse tipologie di sensori, dalle camere multi-spettrali Tetracam e iperspettrali Headwall ai sensori termici Flir, che si integrano con il software di pianificazione della missione FlyTop Manager e con l'elettronica di bordo, al fine di restituire il dato grezzo ottenuto dall'osservazione del terreno arricchito di tutti i necessari metadati. In tema di sensoristica per l'agricoltura FlyTop propone sensori per stima delle produzioni, monitoraggio del contenuto idrico e dell'efficienza delle tecniche di irrigazione, stima dell'effetto dei fertilizzanti, stima di danni biotici e abiotici, piani di gestione forestale, studi di impatto ambientale, stress idrico, analisi fotosintetica delle piante, capacità di ritenzione idrica del suolo e temperatura della copertura vegetale. SkyRobotic (di Terni) ha presentato sistemi Apr specifici per il rilievo ricorrente di dati sulle colture: una piattaforma di gestione dei dati in grado di ottimizzare l'elaborazione e la restituzione di mappe di interpretazione (Nir, Ndvi, di prescrizione) su principali supporti informatici. I dati ad alta precisione rilevati con frequenza dal drone vengono integrati con i dati ricavati da altre eventuali metodologie di rilievo. La piattaforma di storage e trasmissione dei dati ne consente una gestione locale o cloud. Attraverso l'attività di elaborazione vengono prodotte tutte le mappe in terpretative a supporto delle scelte per i trattamenti. I report e gli output vengono resi disponibili su vari dispositivi informatici. Tra i droni esposti da SkyRobotic il modello SF6 ad ala rotante, facile da usare anche dove il terreno presenta asperità e ostacoli grazie al decollo e all'atterraggio verticali. Pensato per l'uso intensivo in ''campo'', ha un'autonomia di 40 minuti di volo e la capacità di rilevare più di 50 ettari per ogni singolo volo. Si possono cambiare sensori in base all'esigenza di rilievo e pianificare il volo in modo automatico con funzioni specifiche per l'aerofotogrammetria. I sensori sono customizzabili per poter dare le risposte spettrali necessarie per il calcolo degli indici, a partire dall'Ndvi.

A proposito di sensori, Menci Software (di Arezzo) è leader nello sviluppo dei software di fotogrammetria per l'elaborazione di dataset di immagini acquisite da Sapr. Rivenditore esclusivo per l'Italia di SenseFly, promuove la sinergia del sistema Aps Suite sia con i dati di acquisizione di eBee (drone SenseFly) che con quelli di qualsiasi altro Sapr. In campo agricolo Menci Software ha presentato il drone eBeeAG, le cui caratteristiche principali sono un'autonomia di volo di 45-50 minuti, una velocità di crociera nominale di 10-25 m/s e la possibilità di equipaggiamento con indicatore di biomassa, indice di area fogliare, valutazione dello stress idrico e delle piante, analisi di concentrazione dei pigmenti, concentrazione dell'azoto, indice Ndvi / Savi, poligonazione e conteggio piante.

Infine, Cloud-Cam by Nuovi Sistemi, specializzata in progettazione, programmazione e sperimentazione dei droni, tra i tanti servizi offre quello del monitoraggio monti, parchi, zone boschive, laghi, fiumi e paludi, oltre al controllo delle frodi agricole. Tra i modelli proposti citiamo l'F8 (definito da Cloud-Cam il drone più piccolo al mondo, portata minima 300 m, massima 1 km, autonomia 8 minuti a pacco batteria), il Phantom2 (monta i sensori di generazione più avanzata, autonomia di 16-18 minuti a batteria a seconda del vento, può montare anche due camere) e l'x8 (un ibrido tra un aliante e un tuttala a delta, ideale per aerofotogrammetrie e monitoraggio di aree molto vaste).

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