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VIRIDEM correttaAumentare la produzione e migliorarne le caratteristiche qualitative è la sfida che gli agricoltori affrontano tutti i giorni. Tuttavia il verificarsi, sempre più spesso, di eventi climatici estremi come periodi di siccità prolungati seguiti da periodi di piogge violente o di periodi con temperature molto sopra o sotto le medie stagionale rendono sempre più difficile il raggiungimento di questi obiettivi.

Per dare una risposta a queste nuove sfide nasce il programma VIRIDEM®, il team ILSA di agronomi, biotecnologi, chimici ed ingegneri è riuscito a mettere a punto una serie biostimolanti di origine naturali che aiutano le piante e quindi gli agricoltori ad affrontare le sfide di un clima che cambia permettendo di ottenere produzioni con elevate rese e standard qualitativi anche in condizioni climatiche avverse.

I biostimolanti Ilsa si caratterizzano per:

  • elevata efficacia agronomica
  • scelta di materie prime naturali, di origine animale e vegetale, provenienti da fonti rinnovabili
  • processi di produzione tecnologicamente avanzati in grado di ridurre l’impatto ambientale riducendo drasticamente le emissioni in atmosfera e la produzione di rifiuti

Quali sono i processi produttivi impiegati per la produzione dei biostimolanti del programma VIRIDEM®?

I biostimolanti del programma VIRIDEM®, nascono dall’idea rivoluzionaria di ILSA integrare due processi produttivi di elevato contenuto tecnologico e di innovazione:

PER INFORMAZIONI POTETE CONTATTARE "CONSULENTE AGRONOMO" ATTRAVERSO LA PAGINA CONTATTI

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ilsaLo studio "consulente agronomo" offre anche consulenza per la realizzazione di programmi di concimazione personalizzati a seconda delle necessità aziendali e dell'agricoltore.

Da oggi continuerà a farlo ma sposando in pieno la filosofia e i prodotti per la nutrizione e biostimolazione di "ILSA" , il cui slogan è "the green evolution" . Andando a leggere l'idea, la filosofia di ILSA ( https://www.ilsagroup.com/it/home/ ) verrebbe da pensare si tratti di un innamoramento del nostro studio per le parole; in realtà prima di accordarci con ILSA per questa collaborazione abbiamo voluto conoscere meglio il "mondo ILSA" andando anche a visitare l'impianto e a studiare i processi di produzione dei prodotti per la nutrizione (concimi "intelligenti", in grado di modulare il rilascio dell’azoto in sincronia con la domanda delle piante e in linea con i nuovi concetti di agricoltura sostenibile) e la biostimolazione (prodotti ad azione specifica a base di molecole e sostanze naturali capaci di agire sul metabolismo primario e secondario delle piante) delle piante.

Si tratta di prodotti Biostimolanti e prodotti ad azione specifica, fertilizzanti organici ed organo minerali, solidi e liquidi, per l'agricoltura convenzionale e biologica, in grado di aumentare la qualità e le rese produttive, soddisfacendo al meglio le esigenze di agricoltori sempre più specializzati e rispettosi dell'ambiente.

Per cui Consulente Agronomo offre l'opportunità per le aziende e gli agricoltori di avere a disposizione tecnici specializzati e professionali in grado di valutare le necessità nutrizionali della pianta e consigliare/proporre i prodotti adatti ad ogni momento di crescita, di sviluppo e di produzione della coltura.

Come sempre, per maggiori informazioni e richieste di consulenza potete contattarci attraverso la pagina contatti sul nostro sito.

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caldo-afa-cambiamento-climatico-estate-sole-termometro-by-tcsaba-fotolia-750A causa del surriscaldamento sono arrivate in Italia le prime coltivazioni di banane e avocado ma sono a rischio le piante di cacao dell’Africa occidentale dove il clima sta diventando più secco e l’effetto serra taglia la resa delle colture di orzo e luppolo per la birra in Belgio e Repubblica Cecaed anche i produttori di champagne francesi sono in allarme per l’aumento delle temperature di quasi 1,2 °C negli ultimi 30 anni nella zona di coltivazione tanto che autorevoli studiosi hanno ipotizzato lo spostamento fino in Inghilterra della zone di coltivazione più idonee. E' quanto affermaColdiretti in relazione a quanto emerso al summit mondiale degli agricoltori "Agricoltura e cambiamento climatico" organizzato a Parigi dall'Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma), dal Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea (Copa) e dal Consiglio dell'agricoltura francese in occasione del vertice Cop21 di Parigi.

L'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli"  ha afffermato il presidente  Coldiretti e vice presidente del Copa Roberto Moncalvo nel sottolineare "si tratta però di una sfida per tutti che può essere vinta solo se si afferma unnuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita più attenti all'ambiente nei consumi, a partire dalla tavola".

Il riscaldamento del pianeta ha effetti anche sui prodotti tipici perché provoca il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per lastagionatura dei salumi, per l'affinamento dei formaggi o l'invecchiamentodei vini. Secondo un'analisi Coldiretti, negli ultimi trent'anni il vino italiano è aumentato di un grado ma si è verificato nel tempo un anticipo dellavendemmia anche di un mese rispetto al tradizionale mese di settembre, smentendo quindi - sottolinea Coldiretti - il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, ma anche quanto scritto in molti testi scolastici che andrebbero ora rivisti. Il caldo ha cambiato anche ladistribuzione sul territorio dei vigneti che tendono ad espandersi verso l’alto con la presenza della vite a quasi 1200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni più alti d’Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop.

Si è verificato nel tempo - continua Coldiretti - anche un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l'olivo che è arrivato alle Alpi. E’ infatti in provincia di Sondrio, oltre il 46esimo parallelo, l’ultima frontiera nord dell’olio d’oliva italiano. Negli ultimi dieci anni - spiega Coldiretti - la coltivazione dell’ulivo sui costoni più soleggiati della montagna valtellinese è passata da zero a circa diecimila piante, su quasi 30 mila metri quadrati di terreno. Nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee. Una situazione che - rileva Coldiretti - ha avuto effetti straordinari in Sicilia dove Andrea Passanisi ha trasformato in opportunità il clima ormai torrido, coltivando i primi avocado made in Italy, frutto tipicamente tropicale, aGiarre ai piedi dell’Etna. A Palermo invece - conclude Coldiretti - grazie al microclima e alla posizione soleggiata, Letizia Marcenò, che ha sempre voluto puntare sulla diversificazione aziendale, riesce addirittura produrre le prime banane nostrane.

fonte coldiretti

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