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È stato pubblicato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) il primo bando per l’attuazione del Piano olivicolo nazionale (Pon). Le risorse stanziate ammontano a 4 milioni di euro, destinati a finanziare la realizzazione di progetti che hanno le seguenti finalità:

  • promuovere i regimi di qualità per indirizzare la produzione olivicola nazionale verso obiettivi di sostenibilità sociale, economica, ambientale ed etica per rispondere alle esigenze dei consumatori;
  • informare le aziende olivicole sulle caratteristiche di qualità, sulle forme di garanzia di prodotto e/o di processo, sui metodi di produzione sostenibili adottati nel processo produttivo.

Possono accedere ai contributi le organizzazioni di produttori olivicole e le loro associazioni riconosciute che appartengono alla categoria delle piccole e medie imprese, hanno depositato il proprio bilancio presso la competente Camera di Commercio e non hanno ricevuto aiuti illegali.

Tra le spese ammissibili rientrano gli aiuti per le adesioni ai regimi di qualità (Dop, Igp, Stg, biologico) e gli aiuti per le azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze (corsi di formazione, seminari e coaching) e azioni di informazione, compresi gli scambi interaziendali di breve durata nonché le visite di specifiche aziende agricole.

Per ogni progetto presentato viene concesso un contributo massimo pari all’80% delle spese ammissibili. Il progetto deve prevedere un importo complessivo non inferiore ai 200mila euro e non superiore al milione di euro.

I progetti verranno valutati da un’apposita Commissione in base al numero di attività previste (fino a 30 punti), alla qualità (fino a 20 punti), all’ adeguatezza delle risorse umane o organizzative del proponente (fino a 20 punti), al numero di regioni in cui saranno realizzate le attività (fino a 30 punti). Verranno ammessi al finanziamento i progetti che otterranno almeno 50 punti, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Il termine per la presentazione delle domande scade il 28 febbraio 2017.

Varato nel 2015, con uno stanziamento complessivo di 32 milioni di euro, il Piano olivicolo nazionale si pone l’obiettivo di incrementare la produzione italiana di olive e di olio extravergine senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, attraverso la razionalizzazione della coltivazione di oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l’introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica.

Oltre che per l’adesione ai regimi di qualità, il Pon prevede il finanziamento di progetti relativi alla ricerca e alle reti di impresa, per i quali verranno pubblicati altri bandi.

fonte

(© Osservatorio AGR)

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20151217_102508Il Piano olivicolo nazionale era già stato annunciato nella primavera 2015 ma è difficile che veda la luce prima dell'estate 2016.

Il comitato tecnico agricolo della Conferenza Stato-Regioni, infatti, lo ha messo in stand by. La mancata approvazione blocca la possibilità di erogare i 32 milioni di euro previsti dal Piano e destinati, almeno in parte, al rinnovo degli oliveti e all'impianto di nuovi olivi.

Secondo quanto risulta a Teatro Naturale le perplessità degli assessori regionali all'agricoltura, che hanno chiesto un incontro al Ministro Martina, riguardano le potenziali interazioni tra i Piani di sviluppo rurale, in particolare le misure in campo olivicolo, e il Piano olivicolo nazionale.

E' noto che sono le Regioni ad aver in mano la cassa dei Psr e non accettano di buon grado che linee guida possano essere centralizzate presso il Ministero delle politiche agricole.

Il via libera al Piano olivicolo nazionale, dunque, è condizionato a un accordo politico tra il titolare di via XX settembre e gli assessori regionali. Un compromesso non semplice e che richiederà tempo per essere trovato ed attuato.

Gli assessori regionali all'agricoltura, con la decisione assunta il 17 marzo, smentiscono così sia il Ministro Martina sia il Viceministro Oliverio.

Martina aveva addirittura annunciato, durante la presentazione del progetto Extract, che l'approvazione del Piano olivicolo nazionale da parte della Conferenza Stato Regioni sarebbe avvenuta l'8 marzo. In realtà, come risulta a Teatro Naturale, la Conferenza Stato-Regioni non aveva nemmeno calendarizzato il provvedimento per tale data.

E' stato smentito anche il Viceministro Oliverio che, in occasione di Olio Capitale, ha annunciato che i decreti attuativi del Piano olivicolo nazionale sarebbero stati varati appena dopo Pasqua. “Siamo arrivati - ha spiegato Olivero, dando per scontata l'approvazione del Piano - a conclusione del percorso per quanto riguarda il decreto olio e la possibilità di andare ad attuare quelle norme che nell'anno passato abbiamo previsto per sostenere questo comparto".

Non è nemmeno servito il pressing dell'ultimo minuto dei deputati pugliesi del PD. “L’approvazione del Piano olivicolo nazionale non può essere più rinviata. Governo e Regioni devono trovare subito l’accordo che garantisce agli olivicoltori fondi e opportunità di sviluppo”. Lo affermano i deputati pugliesi del Partito Democratico, invitando l’assessore regionale pugliese alle risorse agroalimentari Leo Di Gioia, coordinatore del settore nella Conferenza Stato-Regioni, a “sollecitare tutti i colleghi a farsi carico di questa responsabilità, diventata più gravosa dopo la scelta dell’Unione Europea di incrementare la quota di olio tunisino esente da dazio”.

Gli olivicoltori, insomma, dovranno aspettare per vedere i primi bandi del Piano olivicolo nazionale. Le risorse a loro destinate dovrebbero aggirarsi sui 10 milioni di euro, mentre gli altri 22 milioni, oltre che per Xylella, verranno destinati alle organizzazioni dei produttori per concentrare l'offerta e migliorare la qualità, nonché per un piano di promozione dell'olio extra vergine di oliva Made in Italy.

di T N
pubblicato il 18 marzo 2016 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

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